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IL  DESTINO DEGLI ALBATRI è INCERTO
Sono i signori del cielo....gli uccelli più grandi. Con un apertura alare di quasi 3,5  metri  si lasciano trasportare dal vento sopra gli Oceani. Hanno un unico pulcino- un gigante-  che esce da un uovo di 500 gr. dopo una cova di 3 mesi  e viene accudito per 9  mesi da ambedue i genitori . Travasano il pesce, rigurgitandolo, nel becco del pulcino.
Sono partner fedeli per la vita. E la vita del albatro è lunga, più di 50 anni. La femmina sceglie il partner con cura e dopo lunghi corteggiamenti. Al ritorno al nido eseguono un vero balletto per manifestare loro legame, un elegantissima coreografia con passi e movimenti di un linguaggio del corpo tipico per la specie.
La grande apertura alare permette di planare sopra gli Oceani, lasciandosi trasportare dal vento. anzi, hanno proprio bisogno del vento per volare. Possono fare anche 500 km al giorno. L'apertura alare però è un handicap sia nel atterraggio che nel decollo. 
Queste creature meravigliose sono minacciate con l'estinzione.

L'uomo, è sempre l'uomo la causa della distruzione. La storia è sempre la stessa, si ripete all'infinito.                            L'avidità umana non ha limiti, non conosce scrupoli, non conosce rispetto per altri essere viventi.

Il vero grande problema per gli albatri è la pesca con rete a strascico.                                                                           Lungo la costa Patagonica, durante un periodo di 3 anni, ben 10.000 albatri sono stati uccisi !!!!!!!!!!!!                          Nelle acque delle isole Falkland le reti fanno ogni anno 1500 vittime.

Le reti , lunghi fino a 130 km, vengano calati in mare dietro la nave. Migliaia di uncini sono attaccati a questi reti. Albatri ed altri uccelli marini, spesso seguano le navi con reti per cibarsi  delle prede.                                                           Certi di loro beccano l'uncino l'ingeriscano e vengano trascinato sott'acqua.                                                                  Più di 300.000 uccelli trovano ogni anno la morte in questa maniera.                                                                             Misure semplici potrebbero evitare la tragedia.                                                                                                         Basterebbe calare le reti la notte, o renderli più pesanti in modo da scendere più velocemente sott'acqua o si possano attaccare sistemi dietro la nave per spaventare gli uccelli.

In  novembre 2003 un accordo è stato firmato tra Sud Africa, Australia, New Zeeland ,Ecuador, Spagna ed Argentina.     Questi paesi devono prendere misure per ridurre la mortalità degli uccelli tramite la pesca, con sistemi sopra descritti. Gridare vittoria sarebbe però molto presto, perchè si stima che ogni anno 100.000 uccelli sono uccisi nei mari del Oceano del Sud dal industria della pesca illegale.

Come per confermare l'importanza della tragedia ,al mio ritorno a Stanley  in febbraio, dopo mio soggiorno a New Island, trovai nel porto  la barca a vela "Save the albatros" di John Ridgway. Era partito in luglio dalla Scozia per il suo giro attorno al mondo per raccogliere appoggio per gli accordi per salvare gli albatri dalle reti a strascico, specialmente da parte da navi pirati.

Riguardando mie foto degli albatri , si sente un velo di malinconia. Quale sarà il destino del pulcino?