




L'uomo, è sempre l'uomo la causa della distruzione. La storia è sempre la stessa, si ripete all'infinito. L'avidità umana non ha limiti, non conosce scrupoli, non conosce rispetto per altri essere viventi.
Il vero grande problema per gli albatri è la pesca con rete a strascico. Lungo la costa Patagonica, durante un periodo di 3 anni, ben 10.000 albatri sono stati uccisi !!!!!!!!!!!! Nelle acque delle isole Falkland le reti fanno ogni anno 1500 vittime.
Le reti , lunghi fino a 130 km, vengano calati in mare dietro la nave. Migliaia di uncini sono attaccati a questi reti. Albatri ed altri uccelli marini, spesso seguano le navi con reti per cibarsi delle prede. Certi di loro beccano l'uncino l'ingeriscano e vengano trascinato sott'acqua. Più di 300.000 uccelli trovano ogni anno la morte in questa maniera. Misure semplici potrebbero evitare la tragedia. Basterebbe calare le reti la notte, o renderli più pesanti in modo da scendere più velocemente sott'acqua o si possano attaccare sistemi dietro la nave per spaventare gli uccelli.
In novembre 2003 un accordo è stato firmato tra Sud Africa, Australia, New Zeeland ,Ecuador, Spagna ed Argentina. Questi paesi devono prendere misure per ridurre la mortalità degli uccelli tramite la pesca, con sistemi sopra descritti. Gridare vittoria sarebbe però molto presto, perchè si stima che ogni anno 100.000 uccelli sono uccisi nei mari del Oceano del Sud dal industria della pesca illegale.
Come per confermare l'importanza della tragedia ,al mio ritorno a Stanley in febbraio, dopo mio soggiorno a New Island, trovai nel porto la barca a vela "Save the albatros" di John Ridgway. Era partito in luglio dalla Scozia per il suo giro attorno al mondo per raccogliere appoggio per gli accordi per salvare gli albatri dalle reti a strascico, specialmente da parte da navi pirati.
Riguardando mie foto degli albatri , si sente un velo di malinconia. Quale sarà il destino del pulcino?